Bozza da validare

Novità fiscali2 min di lettura

Dalle Commissioni alle Corti di giustizia tributaria: cosa è cambiato per il contribuente

Giudici professionali, prova testimoniale scritta, contraddittorio preventivo: le principali novità della riforma della giustizia tributaria e cosa significano per imprese e professionisti.

A cura di Sauro Girotti

La riforma della giustizia tributaria avviata con la legge n. 130 del 2022 ha cambiato in profondità il rapporto tra contribuente e Amministrazione finanziaria. I successivi decreti attuativi della riforma fiscale hanno completato il quadro. Ecco le novità che incidono di più sulla gestione di una controversia.

Le Corti di giustizia tributaria

Le Commissioni tributarie provinciali e regionali sono diventate Corti di giustizia tributaria di primo e di secondo grado. Il cambiamento non è solo nel nome: la riforma ha istituito una magistratura tributaria professionale, reclutata per concorso e dedicata in via esclusiva a questa materia.

Per le controversie di valore più contenuto è previsto il giudice monocratico in primo grado, con l'obiettivo di accelerare la definizione delle liti minori.

La prova nel processo tributario

Due novità meritano particolare attenzione.

  • Prova testimoniale scritta. Il giudice può ammetterla quando lo ritiene necessario ai fini della decisione, anche senza l'accordo delle parti. È una svolta rispetto al passato, anche se restano limiti precisi.
  • Onere della prova. La norma chiarisce che spetta all'Amministrazione provare in giudizio le violazioni contestate con l'atto impugnato. Il giudice annulla l'atto se la prova è mancante, contraddittoria o comunque insufficiente a dimostrare le ragioni della pretesa.

Il contraddittorio preventivo

Dal 2024 lo Statuto dei diritti del contribuente prevede, come regola generale, il contraddittorio preventivo per gli atti autonomamente impugnabili. Prima di emettere l'atto l'Ufficio comunica al contribuente uno schema di provvedimento e gli assegna un termine per presentare osservazioni. Sono esclusi alcuni atti, ad esempio quelli automatizzati.

Per le imprese si tratta di un momento decisivo: le osservazioni presentate in questa fase possono evitare l'emissione dell'atto o ridurne significativamente il contenuto. Arrivare preparati, con documentazione ordinata e argomentazioni solide, conta quanto la difesa in giudizio.

Cosa fare in pratica

  • Non sottovalutare le comunicazioni dell'Ufficio. Questionari, inviti e schemi di atto hanno termini brevi.
  • Ricostruire subito i fatti e i documenti, prima che il contenzioso inizi.
  • Valutare con il professionista la strategia complessiva: definizione, adesione, contraddittorio o giudizio.

Lo Studio assiste imprese e contribuenti in tutte le fasi del rapporto con l'Amministrazione finanziaria, dalla verifica fino alla difesa davanti alle Corti di giustizia tributaria. Scopri l'area Contenzioso tributario.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e non costituiscono consulenza professionale. Per una valutazione del vostro caso specifico contattate lo Studio.

Condividi su LinkedIn

Parliamo della vostra impresa.

Un primo incontro, riservato, con uno dei partner dello Studio per capire le vostre esigenze e le possibili soluzioni.

Fissa un incontro